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giovedì, aprile 10, 2008

Santa anche subito /12


"Tutti i miei conoscenti di sinistra e di centrosinistra vogliono una politica di destra.
Di destra-destra, mica Pdl. Quando fanno il test elettorale su www.voisietequi.it immancabilmente scoprono di condividere il programma della Lega e della Destra. Per ritrarsi subito dopo inorriditi: Bossi e Santanchè mai!

La democrazia italiana è cinquanta per cento brogli e cinquanta per cento bon ton. Sui brogli c’è poco da fare, è una tradizione che risale al 1860.
Il bon ton è appena più recente ma non meno consolidato: non sta bene dichiararsi di destra, nemmeno a sé stessi. E così vogliono bloccare l’immigrazione e votano Veltroni, frenare la deriva morale e votano Casini."

(Camillo Langone; PREGHIERA;
Il Foglio di giovedì 10 aprile 2008)

lunedì, settembre 17, 2007

Impressione delle Stimmate

Ovvero: Renacavata

"Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede.
Tu se la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza"
(San Francesco d'Assisi)


giovedì, agosto 02, 2007

sabato, marzo 24, 2007

domenica, marzo 11, 2007

las angustias /4

Nel cuore di Roma, tra il Campidoglio e il teatro Marcello, si conserva un prezioso quanto sconosciuto scrigno d'arte e di fede: il monastero di Tor de' Specchi fondato da Santa Francesca Romana.
Solo nel mese di Marzo, il giorno 9 (memoria liturgica di santa Francesca) e nelle tre domeniche a seguire, le monache figlie spirituali della Santa "Romana" per antonomasia consentono la visita al complesso che comprende una parte antica in cui la santa visse e poi una parte cinque-seicentesca.
Volendo invogliare stimate persone ad ammirare il quattrocentesco ciclo di affreschi di Antoniazzo Romano, domenica 11 mi sono recato a Tor de Specchi per acquistare una cartolina che facesse nascere nel destinatario il languore e il desiderio di poter visitare, se non questo almeno il prossimo anno, un luogo assolutamente unico in Roma.
Quale angustia mi colse scoprendo che la parte antica è ancora chiusa per restauri che si prevede (e si auspica) si concludano entro il 2008: quanto centenario della canonizzazione di Francesca Romana.

Così angustiato, essendo domenica, ho deciso di recarmi in Trastevere a soddisfare il precetto domenicale facendo il (per me solito) percorso da Santa Maria in Portico scendendo dietro Sant'Angelo in Pescheria e sbucando proprio sotto il Portico d'Ottavia per vedere se caso mai la pasticceria ebraica non fosse aperta.

Mi imbatto così in un trentenne dalla sciolta parlantina che si è fermato per decantare le vestigia del portico augusteo ad un nutrito gruppo di persone sulla cinquanta-sessantina.
Poiché c'è sempre da imparare, mi fermo un poco ad ascoltare la guida che cerca di far immaginare l'aspetto del complesso monumentale voluto da Augusto in memoria della sorella Ottavia, la sua interdipendenza con l'attiguo teatro dedicato alla memoria del nipote Marcello, la riutilizzazione medievale quale chiesa detta "in pescheria" perché fino all'unità d'Italia e alla conseguente bonifica del Ghetto (e la costruzione dei muraglioni che ha stravolto il rapporto col fiume) era quello il mercato del pesce dell'Urbe. Segue racconto di aneddoti come quello della norma che prevedeva che ai "Conservatori", corrispondenti in certo qual modo ai moderni Assessori, spettasse la testa e la coda di tutti i pesci superiori ai dodici centimetri di lunghezza. E non posso fare a meno di notare che sul tema della lunghezza dei pesci si dilunghi con mal celato compiacimento.

Indica poi, accanto alla chiesa di Sant'Angelo d'origine medievale, l'oratorio settecentesco dedicato a Sant'Andrea Apostolo ed alla domanda se l'oratorio sia ancora aperto al culto, risponde di si e nessuno potrà contraddirlo perché se invece il giro turistico si fosse svolto non in un giorno feriale sarebbe stato evidente invece che si trattava ormai di una cappella sconsacrata di proprietà dei Limentani che vi espongono i cristalli, le porcellane e gli argenti delle liste di nozze.

Oltre alle prediche coatte cui in epoca papalina gli ebrei erano costretti a partecipare in Sant'Angelo in Pescheria come nelle altre chiese dell'antico rione, l'altro aneddoto "folcloristico" sul Postico d'Ottavia riguarda il grande arcone in mattoni edificato nel basso medioevo, probabilmente per sopperire a problemi di staticità del pronao marmoreo d'epoca romana.
Si possono ancora notare tracce di affreschi medievali e vi si trovava anche un affresco della Madonna con Bambino poi staccato e portato in seguito ad un miracolo nella chiesa di Santa Maria del Pianto appositamente edificata nella vicina "Piazza delle Cinque Scole".

Era il 10 gennaio 1546 quando due litiganti armati di coltelli s'affrontarono proprio davanti al Portico d’Ottavia. Uno dei due aveva alzato il coltello per ferire l’altro, quando quest’ultimo lo aveva supplicato di fermarsi, in nome di Dio e della Vergine li presente in effige, l’uomo che stava per colpire, vista l’immagine di Maria si placò, ripose il coltello, aiutò il rivale ad alzarsi e gli porse la mano in segno di riconciliazione. Ma l’altro, incurante della sua volontà di pace, e dello sguardo della Vergine Maria da lui stesso invocata, estrasse il proprio coltello e glielo conficcò nel petto.
Dinnanzi a tanta viltà, l’immagine dipinta della Madonna fu vista spargere lacrime. La notizia del prodigioso pianto della "Madonnella" del Portico d’Ottavia si propagò rapidamente per tutta Roma, e diede vita a grande devozione popolare e conseguentemente diede l'impulso alla costruzione della vicina Chiesa il cui nome ancor oggi evoca il prodigio.

Confesso che la nuova del miracolo non mi era sconosciuta ma d'essere stato fino a quel momento ignaro della minuta cronaca del prodigio mariano e mi stavo rallegrando di ciò in cuor mio ma subitaneamente il gaudio si mutò in angustia quando la guida per concludere "l'istorico ragguaglio" non trovò di meglio della frase:
"Sempre per stare in tema di idolatria cattolica".

giovedì, dicembre 07, 2006

Simpatico umorista /8


Ovvero: umorismo gotico


Sapendomi gran cultore del barocco romano l'interlocutrice mi chiede:
Allora, come lo giudichi questo duomo di Milano?
Io evasivo: E' uno di quelli che solitamente vengono definiti: "belli dentro".




giovedì, novembre 30, 2006

about a boy /16

I miei primi passi (dei miei primi piedi) in una moschea li ho mossi a Istanbul sui tappeti della maestosa "Sultanhamet".

mercoledì, novembre 29, 2006

About a boy /15

Ovvero: la via ecumenica



Dopo aver visitato il museo di San Salvatore in Chora, ho guardato la cartina che indicava la presenza nelle vicinanze della Chiesa Patriarcale di san Giorgio, mi son fatto, quindi, coraggio e ho cominciato a scendere verso il Fanar (o Fener come dicono i turchi).
Per me era inconcepibile andare ad Istanbul senza potermi accostare al "Trono Ecumenico". Un pò come andare a Roma e non visitare la basilica di San Pietro.
Avrei fatto, comunque, meglio a chiamare un taxi, che facesse un lunghissimo giro e che mi portasse sulla dritta e piana strada a doppia corsia che costeggia il Corno d'Oro. Invece tra una ripida discesa e un'altrettanta ripida salita, mi sono accorto che la mappa era assolutamente inutile per orientarsi tra le strette, tortuose viuzze e le vecchie case di legno spesso in rovina alla ricerca della sede del secondo vescovo per importanza di tutto il mondo cristiano.

L'ecumenismo è un cammino faticoso, ho spesso sentito ripetere, e la mia personale fatica era il prendere coscienza che il cosiddetto "piccolo Vaticano" era circondato da un quartiere molto popolare della Istanbul islamica; invisibile ai più, circondato da un quartiere privo di qualunque attrattiva turistica. Ma quello che mi è balzato subito alla mente è stata la considerazione di quanto doveva essere periferico quel quartiere quando nel XVI secolo i sultani vi confinarono il Patriarca di Costantinopoli presso un palazzetto di legno accanto ad una cattedrale lillipuziana.


martedì, ottobre 10, 2006

ONOMASTICO [virtuale]


Quando Ci proposero l’apertura di un weblog ,
dovendolo Noi battezzare (ciò s’addice al veritiero padre!), vollimo scegliere di porre questo blog sotto la propiziatrice nomèa di quel Santo Duca, Nostro omonimo, che sempre fu, nella Nostra mente, una delle più eloquenti personalità del “Siglo de oro”.

ParveCi quasi arguto motto che avesse la possanza di catturare i rari viatori tra le fila mediatiche del Nostro aracnide parto, oltrechè palesare la Nostra ironia carezzevole a guisa di cilicio, e auspicando che cotale venerata nomea fosse opportuno ammanto e protezione alle Nostre invettive poco acconce alla sensibilità del secolo.


Cogliamo l’occasione della gloriosa memoria del sullodato patrocinio per porgere fervidi voti a coloro che si degnano benevolmente si abbassare il loro terso sguardo al Nostro inutile blog.

E vieppiù facciamo voti augurali di ogni bene spirituale e temporale a coloro che hanno decretato la 'damnatio memoriae' del nostro link dalle fastose teorie dei dalle Loro Signorie blog preferiti.

In fede (speranza e scarsa carità)
l'umillimo Francisco de Borja

mercoledì, ottobre 04, 2006

about a boy /14

Dalla "antica" Roma per cinque gioni mi recherò presso la "Nuova Roma" affacciata sul Corno d'Oro.
Ammirerò le vestigia della "Grande Chiesa" e della "Sublime Porta".
E spero d'esser degno d'accostarmi piamente al Trono Ecumenico.

sabato, settembre 02, 2006

About a boy /13

Ovvero: "Il dolore di oggi fa parte della felicità di ieri" (C.S.Lewis)



C'e', da qualche parte, un sito internet, dove digitando i tuoi dati anagrafici puoi venire a sapere chi eri nella precedente incarnazione.

Il mio amico il Marchese della Pigna, ha selezionato la mia data di nascita e ... voila'!
Mi ha inviato il responso cosicchè sono venuto a conoscenza di interessantissime rivelazione sulla mia vita precedente. Rivelazioni che cercherò di tenere in debito conto traendone spunto per le mie meditazioni metafisiche.

"Diagnosis: I do not know how you feel about it, but you were female in your last earthly incarnation.
You were born somewhere around territory of modern Izrael approximately on 1350.
Your profession was banker, usurer, moneylender, judge.
Your brief psychological profile in that past life:
Natural talent of psychologist, you knew how to use the opportunities.
Cold-blooded and calm in any situation.
Lesson, that your last past life brought to present:
Your problem -- to learn to love and to trust Universe. You are bound to think, study, reflect, develop inner wisdom.

Now you remember?"

martedì, marzo 28, 2006

Cristicchi-fideles laici II


Bisognerebbe stare tutti zitti
Non dare retta neanche ai tuoi fratelli
Parlare piano piano a bassa voce
Vedi Gesù che l'hanno messo in croce
Embè Embè
Vuoi o non vuoi devi fare così
Io sulla croce ci andrei
Ma per chi, per chi
Ilalà ilala ilala ilala...

(Simone Cristicchi; "Che bella gente", )

giovedì, marzo 23, 2006

Cristicchi-fideles laici



"Autistico!
Mi chiudo dentro a un cappottone anacronistico
Delirio onnipotenza, sono Gesù Cristo e il Diavolo
e poi niente,
mi sembro deficiente,
mi seggo davanti al computer,
l’accendo e parte l’antivirus,

sono Artistico!
Osservatore dei particolari inutili,
maniaco della precisione,
io m’ intrippo come un pesce nell’acquario
come un dromedario,
brancolo disfatto come un gibbone narcotizzato…

Psicopatico!
Io mi suicido giornalmente,
sono un mistico
Mi privo dei piaceri della vita,
come un eremita in gita,
tagliuzzo le mie vene
Autolesionista,
accendo la televisione…ma

Utopistico,
è il mondo esterno che personalmente immagino
Barricato nella mia cameretta al terzo piano,
riempio i posacenere di cicche
E puzzo di cassetto chiuso,
faccio schifo pure al gatto, quindi…

Esco!…
ma gli uccellini mi bestemmiano in tedesco"


( da "L'autistico", Simone Cristicchi)

martedì, febbraio 28, 2006

Visioni private / 8



Il Duca de Gandìa protesta "coram populo" che tra tutte le sue remore e le sue inibizioni non possiede quella che impedisce di recarsi al Cinema da solo.
Il Duca si dice conscio che questa è rivelazione assai scabrosa per coloro che reputano assai bislacco recarsi in una sala cinematografica senza alcun corteggio, additando tale pratica qual vilissimo esempo di misantropia.
La Sua Altezza Ducale, invero, comprende le sequele di telefonate, sms ed e-mail al fine di cooptare un congruo numero d'esponenti dell'umano genere e farli, finalmemte, sedere sulle poltrone del prescelto Cinema, e loda tutti quegli immani sforzi quali segni efficaci dei vividi sentimenti di fratellanza, libertà di associazione (diritto sancito dalla Costituzione!), e di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte allo schermo cinematografico.

Epperò, le contingenze storiche in cui dipanano le vite mortali rendono alle volte vani i tentativi di cooptazione: da ciò deduciamo che la solitaria visione di un film è una ultima ratio che non può e non deve esser bollata quale espressione di scarso spirito filantropico.

Per amor di verità, il Duca protesta candidamente la sua segreta ambizione di poter avere un giorno, si spera non lontano, la ventura d'esser l'unico e solitario despota d'una intera sala di un qualunque Cinema. Costringere i gestori del Cinema a proiettare la pellicola per un solingo spettatore pagante, similmente a ciò che accade in Giappone quando un parente della famiglia imperiale prenota un tavolo in un ristorante e gli avventori, avvertiti dell'incombente arrivo del lontano parente del Figlio del Sole, spontaneamente abbandonano il locale pieni di sacro rispetto.
La Sua Altezza Ducale stava quasi per coronare un tale traguardo, mercè il film "Donnie Darko", ma (oh, disdatta!) dopo cinque minuti buoni dall'inizio del film, nel buio della sala penetrò furtivamente sgattaiolando tra le vuote poltrone, un secondo avventore!

Nella scelta cerchia che onora il Duca de Gandìa, con immeritata stima, è davvero arduo reperire alcuno cui aggradino quei film ch'egli gradirebbe vedere. Ovviamente ci sono rare eccezioni per cui accade che qualche esimio messere lo abbia rimbrottato in modo non meno che signorile: ragion per cui, per non far sì che i post, quasi epitaffio alla visione d'un film, possano essere interpretati quali manifestazioni di poca stima ed affetto, il Duca negli ultimi mesi ha evitato diligentemente di far segno, mercè il di lui blog, di visioni filmiche.
Il medesimo Duca -sempre sia lodato!- avendone avuto universale diniego di corteggio non avrà alcuna remora a pubblicizzare d'aver avuta la piacevole visione di "Brokeback Montain" .
Come dichiarò nel settembre ultimo scorso, il Duca trova opportuno dare un personale giudizio su ciò che la settima arte propone.

Motivo principe, in vero, è stata la curisità di vedere la novella interpretazione del protagonista del sunnominato Donnie Darko, che il Duca ricordava anche interprete del piacevole film "Moonlight Mile". Il Duca, infatti, si chiedeva se negli ultimi anni Jake Gyllenhaal avesse preso qualche lezione di recitazione. Grande è stata la sorpresa ed il giubilo constatando che Heath Ledger possiede più d'una espressione facciale! Durante tutto il fluire del film riesce persino con la mimica facciale a manifestare tanti stati d'animo quanti se ne possono contare sulle dita di una mano offesa dallo scoppio di una granata; una tale espressività attoriale è cosa -a memoria d'uomo- mai vista in sue interpretazioni precedenti, ed in ciò si spera che perseveri.

La trama del film è universalmente nota, ciò è cosa apprezzabile: cosicchè lo spettatore non sottostarà alle forche caudine cui lo sottopone la Comencini con i siparietti lesbici di Stefania Rocca e (la povera!) Angela Finocchiaro nel film "La bestia nel cuore" .

Il film di Ang Lee è godibile grazie ad una superba regia e ad una trama ben studiata per riuscire strappalacrime.
Uscendo dal Cinema il Duca, si mostrava pensieroso, chiedendosi perchè mai se, puta caso, un finale simile avesse riguardato una coppia eterosessuale sarebbe stata sicuramente definita come storia d'amore "tragica", mentre trattandosi di amore omosessuale è stata definita storia assai "romantica"?
In breve, il Duca si domandava quale fosse il "topos" che faceva scattare la molla della trappola dei buoni sentimenti.
Per meglio fissare alcuni concetti al riguardo, il Duca de Gandìa non trovò di meglio che recarsi nella vicina Cripta dei Cappuccini dove, passeggiando tra la sala dei teschi, quella delle tibie e quella delle ossa del bacino, è pervenuto ad alcune semplici conclusione.
Ovverosia che: nella poetica della rappresentazione artistica dell'amore omosessuale, solo "Sorella Morte" riesce a dare alla "rappresentazione del poetico" il necessario senso di grave solennità. Per far trionfare il sentimento dei due cawboy, il loro amore dev'essere cristallizzato, eternizzato, cioè mummificato. E' solo sottostando alla "Poetica della disincarnazione" che può compiersi quell'apoteosi del "vero amore". Di tale "topos" estetico, ad esempio: "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek ne è sublime espressione.

Dopo aver ringraziato i teschi dei frati cappuccini per aver ascoltato, con cortese ed impassibile soppotazione, il suo intimo ergomentare, il Duca è uscito dalla buia cripta ripromettendosi di poter, in un non lontano futuro, esporre tali concetti ed exempla con più ampia e degna forma.

lunedì, maggio 16, 2005

about a boy /5

Sono riuscito a riportare al cinema Virginia de Leiva.
Andare al cinema con una persona che non sopporta lo stare fermi seduti in poltrona, e preferisce affittarsi i dvd, è un’impresa quasi impossibile.
Così dopo sei mesi ho avuto il piacere di condividere la visione di un altro film “strano” con la mia “collega” di monastero.

"La Caduta": un film imperdibile!

Ho insistito con Virginia sul fatto che era un film che da solo non sarei mai andato a vedere - figurarsi che io sobbalzo sulla sedia vedendo Harry Potter! - : avevo bisogno di avere accanto una persona dal carattere forte che ispirasse senso di protezione. L’argomentazione l’ha fatta molto sorridere.
- Ah si? Ti è andata bene allora: pensa se avessi dovuto lavorare con quelle nostre colleghe smorfiose!
- Per me non cambiava assolutamente nulla! Sarebbero state loro a non resistere: dopo un mese sarebbero corse da Gianluca ad implorare di essere spostate il più lontano possibile dalla mia persona.
- Hai ragione, ah! Ah!
Ridiamo insieme.
Ormai ci conosciamo abbastanza. E mi mancherà molto al termine di questi 12 mesi di lavoro. Stiamo bene insieme come tanti compagni di banco delle Medie che poi l’anno dopo cambiato corso di studi, o più banalmente si cambia banco, l’intensità della relazione interpersonale muta inesorabilmente.
Non credo proprio che avremmo occasione di risentirci dopo.
Ci saluteremo tra ampi sorrisi, una stretta di mano, ma anche da parte mia una stretta un po’ più avvolgente di una semplice stretta di mano.
Un bacio sulle sue diafane guanciotte, un suo arrivederci a presto a cui io farò finta di credere ingenuamente.

venerdì, maggio 06, 2005

Amicus Plato sed magis amica Santippe

Vorrei qui cogliere l’occasione per plaudire all’autorevole guru informatico che rettamente gongola per essere stato, dal Sole 24ore, inserito nell’augusta triade dei “decani” della blogosfera:
Gianluca Neri Decano;
Mantellini Vice-Decano;
Luciano Giustini Camerlengo!


Caro Gran Camerlengo,
sono certo che questa cooptazione ti renderà ancora più simpatico a tanti famosi blogger… ;-)

Forse giustizia vorrebbe che, in questo momento di compartecipe allegrezza, ti ringraziassi per avermi recentemente “sdoganato”.
O meglio, forse dovrei ringraziare il tuo amore per il sano confronto dialettico che tanto bene fa alla blogosfera?
La tua pubblica confessione del fatto che era da tempo che speravi che il “perfido” Duca sbertucciasse Simplicissimus, se può farmi piacere poichè constato la fiducia che riponi nella mia perfidia, epperò la tua medesima dichiarazione non può certo gratificare Antonio Tombolini e spingelo ad un dialogo!

Caro Luciano, Tombolini è uomo intelligente e capisce che tipo di personalità “dialoganti” aveva di fronte; non è confuso, sa benissimo dove vuole parare e dove gli altri vogliono andare a parare: nel mio caso dargli una simpatica roncolata.

Ma non è certo "perfidia" che mi guida quando "colpisco" con i miei faceti anatemi; io, che sono un semplice, umile, lavoratore nella roncoleria del Signore.

mercoledì, maggio 04, 2005

simpatico umorista/ 6

3 Maggio: la Chiesa ricorda i Santi Apostoli Filippo e Giacomo Minore.

Suono, mi aprono, busso, entro. Tra i giovani simpaticamente ciarlieri che mi attendono, vedo con piacere spiccare la corvina e scompigliata capigliatura del “Nero d’Avola” che non vedevo da più di un mese, e che ritrovo, appena di ritorno dal sole della Trinachia, molto più abbronzato del solito.
Non ho nemmeno il tempo di alzare il palmo della mano per un saluto generale che le vocine delle femmine plaudenti il “testa di moro” mi incalzano: Francesco! Fagli gli auguri! Fagli gli auguri! Fagli gli auguri!
Io, fisso la sua esuberante criniera, corruccio la fronte e spremo le meningi per trovare una motivazione valida per congratularmi con “A A Bronzatissimo”.Eureka!
- Ah! Già, già. Vero è! Santi Filippo e Giacomo… Oggi è il tuo onomastico!
Distendo le sopracciglia, mi apro in un largo sorriso e stendo il braccio per una vibrata stretta di mano, e quasi a volermi scusare inconsciamente per quel micro secondo d’esitazione di troppo aggiungo
- Beh, però non tutti festeggiano l’onomastico a maggio:c’è chi festeggia l’onomastico a luglio per la festa dell’altro San Giacomo, Giacomo Maggiore.
- Si. Ma io mi chiamo Filippo.

venerdì, aprile 22, 2005



Adesso vi racconto come ho contribuito all’elezione di Papa Ratzinger.

Mosso da un: “non si sa mai che alla quarta votazione eleggano il papa”; il 19 aprile 2005 poco prima delle ore 17:30 mi reco in piazza San Pietro; non è molto piena.
Come ogni giorno da un lato del colonnato, lunghe code di turisti per entrare in basilica e che mi sembrano poco interessati a quel camino costantemente inquadrato dai maxischermi.
Molti gruppuscoli passeggiano per l’ampia piazza, indicano il tetto della Sistina; qualcuno indica la direzione del comignolo ad un neofita di cose vaticane. Quelli che hanno cognizione che quella potrebbe essere l’ora di una ipotetica fumata bianca, si appoggiano alle transenne che sezionano la prima metà della piazza tra il sagrato e l’obelisco.

Tutto intorno all’obelisco, chiusi in un recinto gli operatoti con i loro mega obiettivi che puntano imperterriti verso la sagoma triangolare della cappella Sistina. Lo stesso popolo di operatori staziona sotto il sagrato però con scarsa fiducia in una prossima fumata bianca. Puntano, infatti, i loro teleobiettivi verso quelli della prima fila: quelli che “ci credono”, quelli entusiasti, speranzosi, e un po’ folcloristici con i loro cartelli e bandiere agitate al vento. In questa zona più vicina alla basilica ci sono le sedie perciò io mi accomodo – nel reparto san Paolo – scegliendoni una buona visuale, e della Sistina e del balcone centrale.

Uno stuolo di giornalisti si intrufola per filmare ed intervistare quelli che vengono identificati come “supporter”. La domanda è banale: per quale cardinale tifate?

Un giornalista americano laicamente spaparanzato dietro di me, sentendo i cori da stadio di un gruppetto di messicani, naturalmente bandiere muniti, si ricompone e presi i ferri del mestiere, intervista una bruna signora che risponde che il papa è di tutti, non gli interessa la nazionalità, certo, aggiunge, se fosse sudamericano o ancor meglio addirittura messicano questo sarebbe una gioia immensa.
E continuano a urlare “Mexico! Mexico!” e scandire slogan.
In un battibaleno, come le formiche sullo zucchero, si concentrano, due file di sedie dietro a me, la maggioranza dei messicani presenti in piazza e come massimo segno d’amor di patria intona ad una< sola voce “Celito lindo”!

A quel punto la concentrazione di giornalisti e cameraman è di tre ad uno.
Di fronte a questo pubblico disturbo della mia quiete, questo urlare ed applaudire dissennatamente e senza motivo, e al solo pensiero di che frotte di simpatici isterici caciaroni si riverserebbero su Roma con un papa latinoamericano, mi è sorta irrazionale l’esclamazione:
Dio mio,ti prego! Meglio un papa tedesco che sudamericano!”

Non potro più dire che Dio non risponde celermente alle mie preghiere:
da miei calcoli approssimativi probabilmente in quel momento esatto, nella segretezza del conclave, l’ultimo dei cardinali deponeva nell’urna il suo voto per Ratzinger.

mercoledì, marzo 30, 2005

about a boy/4

Oggi intorno alle 13:00, il mio primo kebàb.

martedì, marzo 22, 2005

martedì santo

- Di dove siete voi?
- Spagna
- Beh l'avevo capito, ma di quale parte della Spagna?
- Sevilla
- Siviglia?! - sorrido compiaciuto - Certo: mentre tutti vanno a Siviglia proprio per i riti della settimana santa, voi sivigliani invece...
- E si, stà piena di turisti, sovra tuto italiani.
Però aquì està il Papa... Roma è maravigliosa!
A Siviglia està piovendo mentre aquì en Roma se stà benisimo...
Devo dire però che me mancano le processioni... ma bisogna scegliere, no?


(Io sarei rimasto a Siviglia!)