Ovvero: L’Infanta sul cui dominio non tramonta mai il sole.
Se un giorno diverrà la quarta Regina di Spagna più che Maestà Cattolica la si potrebbe chiamare Maestà “cesarea” (sperando che gli Asburgo non s’adontino) dato che la volontà di celebrare i fasti della Real Casa borbonica ha prevaricato l’arte medica tanto da decretare di sottoporre la Principessa delle Asturie a taglio cesareo, circa due settimane prima della presunta fine della gestazione.
Il 31 ottobre 2005, per evitare che il lieto èvento potesse sovrapporsi con le commemorazioni del trentesimo anniversario della salita al trono di
Don Juan Carlos I, è così venuta alla luce l’
infanta Leonòr, primogenita del principe ereditario Felipe.

Molti si sono sorpresi per la scelta di un nome poco diffuso in Spagna: nel 2004 solo 77 bambine in tutta la Spagna sono state registrate con tale nome. Non è nemmeno un nome usuale nella Storia di Spagna; l’ultima Eleonora di rilevanza storica fu la principessa Leonòr del Portogallo madre di Isabella la Cattolica.
Trent’anni dopo la morte del dittatore Francisco Franco, nonno Juan Carlos può così festeggiare anche l’avvento della terza generazione di quella risorta monarchia borbonica che ha avuto il grave compito di sostenere ed incarnare il ‘desarroyo’ democratico di una Spagna che in breve ha raggiunto i livelli delle più progredite potenze occidentali.
Tra l’abdicazione di nonno Alfonso XIII ed i regno del nipote Juan Carlos c’è stata una frattura di quasi mezzo secolo, inframmezzata da un dittatore, più realista del re, che esaltò i trionfi del siglo de oro, massimamente di Filippo II,ed ancora più se possibile, venerò la santa memoria di Isabella e che in più teneva in casa sua un braccio di Santa Teresa d’Avila.
Juan Carlos non sarebbe potuto durare molto come re, essendo stato scelto da Franco a succedergli, se non si fosse posto come obbiettivo quello di prendere le distanze dal reazionario nonno Alfonso, e dal Caudillo, e da quella Spagna tronfia di glorie di cartapesta.
Dopo la salita al trono, los Reyes hanno continuato a vivere come prima, non avendo nessuna intenzione di rimettere piede nei saloni dorati del palazzo reale, lasciato sotto il dominio di legioni di turisti, per concentrarsi sull’essenziale: essere l’immagine della Spagna moderna, vincente ma solida e tradizionale, quanto basta.
Il giovane Juan Carlos principe senza trono, figlio di principe senza trono, fece un matrimonio riuscitissimo, per i parametri dell’epoca, sposando una principessa di casa reale regnante.
E davanti alle nozze con Sofia di Grecia tutta l’umanità civilizzata deve inchinarsi al pensiero che per quel ricevimento di nozze fu ideata una delle invenzioni fondamentali del XX secolo: "gamberetti in salsa rosa"!
Una volta diventato re, Juan Carlos ha concesso anche ai suoi “infanti”di fare -mutatis mutandis- dei matrimoni politicamente correttissimi.
L’Infanta Elena ha sposato un aristocratico castigliano, con la faccia bislunga da hidalgo castigliano, che lavora nell’alta finanza.
L’Infanta Cristina ha sposato un bel pallavolista basco con cui vive in Catalogna, altra regione autonomista insieme ai Paesi Baschi.
Il Principe delle Asturie -dulcis in fundo-ha coronato il sogno di tutte le “sciampiste” del Regno (Canarie comprese) designando a futura regina una borghesissima “mujer trabajadora” con tanto di matrimonio fallito (ed annullamento della Sacra Rota “tambièn”) in curriculum.
Ci ha messo un po’ la Principessa delle Asturie, mugugnavano gli spagnoli, ma alla fine ha sfornato l’erede. I più tradizionalisti avrebbero preferito un “varòn” perché la nascita di una bambina potrebbe spingere il Governo Zapatero (nemico giurato di ogni discriminazione sessuale e paladino di ogni “total ecuiparacion”) ad abolire la legge salica che concede il titolo di erede al trono al primo dei figli maschi. La piccola Eleonora di Borbone a tutt’oggi potrebbe diventare Regina solo in mancanza di fratelli maschi come è stato nella Storia per Isabella la Cattolica, Giovanna la Pazza e Isabella II. Coerentemente con la “politica” sostenuta da "los Reyes" per presentare l’immagine di una monarchia al passo coi tempi, lo stesso Juan Carlos non avrà nulla da eccepire. Nella Spagna di Zapatero è inpossibile che scoppi una guerra carlista come alla salita al trono di Isabella II. Ma anzi! La piccola Eleonora di Borbone non è ancora erede al trono e già possiede dei “
domini” su internet! Quando si dice monarchia del terzo millennio!
Da parte della Casa reale «
è stato chiesto al Red.es, l'ente che si occupa delle registrazioni dei domini ''.es'', di bloccare qualsiasi richiesta per indirizzi che contengano o richiamino il nome ''Leonor''. Da segnalare che tra i domini già registrati dalla ''Casa Real'' figurano ''reinaleonor.com'' e ''princesaleonor.com''. Che sia un primo passo verso quella piccola rivoluzione che potrebbe abbattersi sulla costituzione spagnola? »

Ma essendo internet l’attuale impero universale su cui non tramonta mai il sole, non è stato possibile impedire alla grande rete di approfittarsi del lieto evento per creare pagine web non autorizzate.
Risulta infatti che la neonata Altezza Reale a poche ore dalla nascita abbia aperto addirittura
due weblog in cui l’Infanta elargisce ai sudditi saggi consigli su come sopravvivere alla Sua regale nascita.