mercoledì, settembre 12, 2007

Parole sante, Signora mia! 4

Ovvero: "Ella è più Madre che Regina"


"Su Fatima non ci sono due verita', ne' un quarto segreto: il testo che ho letto con Papa Giovanni XXIII nell'agosto 1959 e' lo stesso diffuso dal Cardinale Tarcisio Bertone e dal Papa"
Questa è la dichiarazione rilasciata dal nonagenario monsignor Loris Capovilla che fu il segretario particolare di Giovanni XXIII e che ogni italica massaia ha potuto leggere sul settimanale "Diva e Donna".
Monsignor Capovilla e' l'unico ancora vivente che fu diretto testimone (ma sarebbe meglio dire uno degli attori principali) della apertura della busta contenente il testo del "terzo segreto di Fatima" che Nostra Signora rivelò ai tre pastorelli portoghesi il 13 luglio 1917 e che suor Lucia (unica sopravvissuta dei tre veggenti)trascrisse e sigillò in una busta (su richiesta del vescovo di Leiria-Fatima) che, avvicinandosi la fatidica data del 1960 quando secondo le indicazioni di Suor Lucia il segreto si sarebbe potuto rivelare, nel 1957 la suddetta busta venne trasferita in Vaticano e, in data 17 agosto 1959, presentata alla lettura del Papa Buono che preferì non rivelarne il contenuto rimandando la decisione di pubblicare il segreto al beneplacito dei pontefici venturi.

Dice Capovilla agli inviati di "Diva e Donna":
"Il testo che lessi con Papa Giovanni XXIII e' lo stesso presentato al mondo nel giugno 2000 dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger e da Tarcisio Bertone. Non ci sono due testi diversi: basta coi falsi teoremi".
Perche' allora si parla del testo originale nascosto e di un'altra versione?
"Non e' cosi'. Semplicemente il Papa disse: "L'ho visto, l'ho fatto leggere, lo richiudiamo e nessuno dei presenti gli chiese di pubblicarlo". Papa Giovanni, semplicemente, rimando' ogni decisione al futuro”.

In realtà se si è creato un vero e proprio filone di letteratura complottistica intorno al "Quarto segreto di Fatima", che al confronto il "Codice da Vinci" sembra il Catechismo di san Pio X, lo si deve proprio all'antico segretario di papa Roncalli che in data 5 luglio 2006 concesse un'intervista a tale "fatimida" Solideo Paolini dando risposte sibilline ed ammiccati e facendo capire all'interlocutore che la storia ufficiale del "terzo segreto" fatta dall'allora monsignor Bertone non era corretta: “No guardi, anche per evitare imprecisioni, visto che nel 2000 è stato rivelato ufficialmente (il Terzo Segreto, nda), io mi attengo a quanto è stato detto. Anche se potrei sapere pure dell’altro, bisogna attenersi a quanto detto nei documenti ufficiali”. Dando, insomma, l'idea di sapere dell'esistenza di "altarini" -come suol dirsi- che direttamente egli non poteva rivelare ma di cui egli lasciava all'acume del Paolini lo scoprire l'arcano tramite una documentazione fornita dal medesimo Capovilla. Tuttò ciò è raccontato da Antonio Socci nella introduzione del libro "Il Quarto Segreto di Fatima" la cui fortuna editoriale ha assai fatto imbufalire l'Eminentissimo Bertone che ha dovuto scrivere un proprio libello per dire "tutta la verità" su Fatima al fine -in vero senza successo- di controbattere ai "profeti di sventura".

Infatti più che verso l'adamantino Socci, l'Eminentisimo avrebbe dovuto scagliare i propri fulmini contro il nonagenario monsignore veneziano che ha fatto proprio l'insegnamento evangelico di essere "candido come la colomba e astuto come il serpente".
Nessuno avrebbe mai notato le incongruenze delle date tra il "Plico Bertone" e il "Plico Capovilla" se in data "14.VII.2006 A.D" non fosse stato proprio Capovilla ad aver spedito a Solideo Paolini quel "plico" di stralci delle proprie personalissime carte d'archivio.

Ciò che personalmente faccio oggetto di meditazione è, invece, il perchè mai per fare una tale smentita l'antico segretario di Papa Roncalli abbia scelto le assi poco vereconde pagine di una rivista di pettegolezzi.
Ma poi mi rendo conto che non è stato il monsignore a cercare i gionalisti ma sono stati i collaboratori di quella "somma sacerdotessa del pettegolezzo" di Silvana Giacobini a cercare il vetusto uomo di Chiesa per parlare di "cose di religione" poichè alla buona donna italica e cattolica fa sempre piacere, tra uno scandalo a luci rosse e l'altro, leggere dei miracoli dei Padri Pii e del Papi Buoni.

Una tale dichiarazione ad una rivista femminile sarà più utile al ridimensionamento "l'affaire Fatima" più di mille libri scritti da Tarcisio Bertone. Epperò più che una "eminente" pressione dall'alto, a muovere il venerando Loris Capovilla è stata forse la paura di aver indirettamente distratto tante pie donne devote dal vero messaggio della Santa Vergine di Fatima: cioè la preghiera per la conversione dei peccatori. Dove apporre il proprio ammonimento se non sulle colonne di un settimanale su cui solitamente trionfano i pubblici peccatori?
Immagino che, Capovilla scegliendo la testata "Diva e Donna" abbia voluto fare un -da par suo, velato- invito al muliebre sesso a guardare con grande fiducia e non con timore e paura alle manifestazioni della Santa Vergine poichè come diceva Santa Teresina del Bambin Gesù: "Sappiamo bene che la Vergine santa è la Regina del cielo e della terra; ma ella è più Madre che Regina."
Insomma: la Madonna, più che "Diva" è "Donna".

3 commenti:

L'agliuto ha detto...

Come sempre, immagini eccezionali.
La Vergine "più diva che donna" è un magnifico post. Certo, quella di Fatima è una questone assai sgradevole. Non so se Socci abbia fatto più male che bene, statisticamente parlando. Il tuo pensiero in materia, per quanto espresso ellitticamente, come di consueto, è abbastanza chiaro.
Bello pure il 'Pro Missa bene cantata'. Avevo curiosato anch'io tra le "austriache allocuzioni", che purtroppo non riportamo quanto pronunciato dal "sedici volte" Benedetto durante la Sosta al Monumento per le vittime austriache della Shoah nella Juden Platz ("pentimento"? possibile che abbia detto così?).
Anche la giustizia giudaica, vabbè che - con grande finezza - l'ha fatto dire a Habermas, però...
Non mi piace quello che penso, al riguardo. Dovrei, con più umiltà, smettere di pensare. Tu te la passi più serenamente, in materia?
Ciao. Ipo

P.S. Devo ancora capire, rincoglionito qual sono, se t'annoio o meno. Nel primo caso, tuttavia, non c'è reciprocità (non foss'altro, ma ovviamente non solo, per via dei tuoi acrobatici refusi: quello del "telespattatore", al quarto paragrafo del post sull'Austria, è inarrivabile, nel suo alludere alla TV, alla patta dei pantaloni ed alla fuoriuscita delle grazie di Dio).

Duca De Gandia ha detto...

A parte che la tesi (mia oltre che di di Teresa di Lisieux e di Silvana Giacobini) è che la Santa Vergine sia più "Donna" che "diva", ti ringrazio ora "et in saecula saeculorum" per il calore con cui manifesti il plauso per cotanto blog:)
A dire il vero son contento che ti diverta e ti sollazzi mercè le mie "misse male cantate" ben considerando l'algida schiatta dei tuoi soliti interlocutori nonchè commentatori del tuo blog!...ed a proposito di cabalisti...
... non perderei tempo a trovare misterici significati dietro i miei refusi. Si abbia la compiacenza di trattare i miei post con lo stesso criterio con cui oggidì si giudicano i decreti del Concilio Vaticano II: ovvero si lodi lo "spirito" e si ignori la "lettera":)

PS: Credo che il "pentimento" papale fosse più generale e comprendesse anche pentimento per i roghi degli antichi testi ebraici nelle persecuzioni di cinque secoli fa.

L'agliuto ha detto...

Non volermene. Sono solo un pover'uomo che ha spesso voglia di scherzare. E un cattivo cristiano.
Ciao. Ipo