sabato, febbraio 09, 2008

Oliviero Diliberto Societatis Jesu

Ovvero: TODO MODO

Risulta esperienza intellettualmente sempre assai proficua la lettura della veramente "cattolica" rivista internazionale 30Giorni diretta dal senatore a vita Giulio Andreotti.

Nel numero di Dicembre 2007 la rivista fa memoria dell'ottantesimo anniversario di una benemerita associazione giovanile cattolica fondata dai reverendi padri della Compagnia di Gesù, ovvero: la Lega Missionaria Studenti.

Nel 1927 a Roma tra gli studenti del "celeberrimo ed esclusivo istituto Massimiliano Massimo, nei pressi delle Terme di Diocleziano" (dal 1960 Palazzo Massimo alle Terme è invece una sede del Museo Nazionale Romano) sorsero varie iniziative per raccogliere fondi per le opere missionarie dei gesuiti. Ma il "papa nero" dell'epoca padre Wladimir Ledochowski assai lucidamente ebbe a sentenziare:“Questi sono studenti. Perché si devono ridurre solo a raccoglier soldi? Facciamo delle missioni oggetto di studio, per sostenere la preghiera e l’azione esterna”.

Primo presidente della associazione giovanile fu Enrico Medi allora studente ginnasiale del Massimo e futuro scienziato di fama mondiale (che mantenne il titolo di presidente onorario fino alla morte avvenuta nel 1974) che così nel 1969 rievocava lo spirito e le opere dei giovani fondatori della Lega missionaria: "Studiavamo un argomento al mese: Africa, Cina, India, Afghanistan, Norvegia… Quando poi ci si riuniva, uno di noi faceva da moderatore e poi, uno alla volta, con le schede di studio alla mano, presentavamo le ricerche. Il nostro lavoro era minuziosissimo, profondo, preciso. Le conferenze erano accuratamente preparate con diapositive e testi. Precorrevamo addirittura gli avvenimenti".

Un quadro dell'attuale situazione della gesuitica associazione viene delineato nell'intervista al padre gesuita Massimo Nevola dal 1995 direttore della "Lega missinaria studenti":

"Rispetto alle origini, quali sono oggi il significato e il ruolo della Lega missionaria studenti?
MASSIMO NEVOLA: Aprire il cervello e il cuore alla mondialità mediante lo studio delle problematiche emergenti. Ma soprattutto mediante il coinvolgimento fattivo nel lavoro per le missioni. Negli anni Trenta era impossibile mandare studenti all’estero. Non c’era la cultura. Grazie a padre Pellegrino e al suo successore, padre Vincenzo Cardillo, i ragazzi hanno incominciato a partire volontari.
(...)
A chi propone di partire per i campi? E che cosa fanno questi giovani una volta giunti là?
NEVOLA: Propongo di partire ai ragazzi delle ultime classi del liceo. Altri sono ex alunni, ormai universitari, che vivono ancora l’esperienza della Lega. I campi, ovviamente, si fanno d’estate, e durano da un minimo di quindici giorni a un massimo di due mesi. Certo, in Perù, nello Sri Lanka o a Cuba, ci vanno i più grandi e per un tempo più lungo.
(...)
Mi diceva di Cuba…
NEVOLA: Dopo tre viaggi di sopralluogo, alla fine, per andarci con i miei studenti, mi sono fatto raccomandare da Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani. Ha studiato dai gesuiti e suo padre è stato presidente della Congregazione mariana, un’altra nostra associazione. Grazie a una sua lettera, dopo quarantasette anni dalla rivoluzione castrista siamo stati la prima associazione che la Chiesa ha potuto utilizzare per inventarsi un campo di evangelizzazione popolare..."

2 commenti:

cinzia ha detto...

diliberto non ha studiato dai gesuiti!

Duque de Gandia ha detto...

I casi sono due, anzi tre:
1) il gesuita mente sapendo di mentire;
2) il gesuita ha involontariamente confuso l'iter scolastico del Diliberto padre con quello del figlio Oliviero.

3) Oppure Oliviero Diliberto ha frequentato veramente una scuola dai preti ma nessuno si è mai accorto che i professori erano sacerdoti cattolici dato che non portavano la talare o il colletto romano perchè, da buon gesuiti euclidei, andavano vestiti come bonzi per entrare a corte dell'imperatore della dinastia dei Ming