mercoledì, marzo 16, 2005

generazione ( Aronne ) Piperno

Noi giovani inconcludenti che perdiamo tempo con la vita, mentre i nostri padri all’età nostra avevano già una prole da condurre al fonte battesimale, e da mantenere.
Noi che siamo cresciuti con Lady Oscar; noi che soffriamo da ansie da prestazioni intellettuali, che ci beiamo rimembrando i nostri intimi fallimenti; che come sterile passatempo scribacchiamo per una terapia 'fai da te', ma incapaci di dire qualcosa se non camuffando le nostre e le altrui prosaiche esistenze.
Noi che troviamo essere una delle cose più preziose al mondo la possibilità di passeggiare per le stradine del centro storico imparando a memoria dove si trovano incastonate capitelli di spoglio o le devote madonnelle.
Vittime del “Ghetto style”.
La simpatia beffarda che “er sor marchese” prova per “Aronne Piperno ebanista” mi appartiene un pò; provo nostalgia per santa Francesca Romana e per i suoi miracoli da mamma pasoliniana.


Scendere poi verso il Portico d’Ottavia da dietro Sant’Angelo in Pescheria; passare davanti ad un forno ebraico accanto al tempietto barocco della Madonna del Carmine – acattolicamente restaurato – e ritrovando nella porta tra il forno e l’edicola sacra, l’ingresso del forno da cui il giovane panettiere omicida della “Finestra di Fronte” scappa nella notte dalla parte di piazza Costaguti.



Quello è un film culto per un amante di quegli scorci notturni, e per smorzare la rabbia per non essere ancora riuscito ad individuare dov’è localizzato il famoso “bivio”, decido di sgranocchiare qualcosa ed entro nell’angusta pasticceria dove le due signore sono sempre di una squisita antipatia kosher.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

condivido l'antipatia delle due signore... e mi piace come scrivi. Molto.
ciao

Duca De Gandia ha detto...

Abbiamo un diverso concetto di cosa sia il bello scrivere. Molto :)