venerdì, dicembre 14, 2007

CASTRUM DOLORIS, XI



Nella solennità mariana dell'8 dicembre il prefetto della Congregazione per il Clero (il dicastero vaticano che si occupa di monitorare l'universo clero) ovvero il "brasileiro" cardinale Claudio Hummes ha indirizzato ad ogni e singolo vescovo dell'universo mondo una Lettera intorno al tema della "santificazione del Clero".

Si vede che ormai la Congregazione per il Clero ha così tanti problemi nella gestione del materiale umano di propria pertinenza che non sà più (come suol dirsi) a che santo votarsi:
"nella consapevolezza che l’agire consegue all’essere e che l’anima di ogni apostolato è l’intimità divina, si intende avviare un movimento spirituale che, facendo prendere sempre maggior consapevolezza del legame ontologico fra Eucarestia e Sacerdozio e della speciale maternità di Maria nei confronti di tutti i Sacerdoti, dia vita ad una cordata di adorazione perpetua, per la riparazione delle mancanze e per la santificazione dei chierici e ad un nuovo impegno delle anime femminili consacrate affinché, sulla tipologia della Beata Vergine Maria, Madre del Sommo ed Eterno Sacerdote e Socia nella Sua opera di Redenzione, vogliano adottare spiritualmente sacerdoti per aiutarli con l’offerta di sé, l’orazione e la penitenza.

Secondo il dato costante della Tradizione, il mistero e la realtà della Chiesa non si riducono alla struttura gerarchica, alla liturgia, ai sacramenti e agli ordinamenti giuridici. Infatti la natura intima della Chiesa e l’origine prima della sua efficacia santificatrice, vanno ricercate nella mistica unione con Cristo."

"...proprio a partire dal posto occupato e dal ruolo svolto dalla Vergine Santissima, nella storia della salvezza - si intende, in modo tutto particolare, affidare a Maria, la Madre del Sommo ed Eterno Sacerdote, ogni Sacerdote, suscitando, nella Chiesa, un movimento di preghiera che ponga al centro l’adorazione eucaristica continuata, nell’arco delle ventiquattro ore, in modo che, da ogni angolo della terra, sempre si elevi a Dio, incessantemente, una preghiera di adorazione, ringraziamento, lode, domanda e riparazione, con lo scopo precipuo di suscitare un numero sufficiente di sante vocazioni allo stato sacerdotale e, insieme, di accompagnare spiritualmente - al livello di Corpo Mistico -, con una sorta di maternità spirituale, quanti sono già stati chiamati al sacerdozio ministeriale e sono ontologicamente conformati all’unico Sommo ed Eterno Sacerdote, affinché sempre meglio servano a Lui e ai fratelli, come coloro che, ad un tempo, stanno “nella” Chiesa ma, anche, “di fronte” alla Chiesa tenendo le veci di Cristo e, rappresentandoLo, come capo, pastore e sposo della Chiesa.

Si chiede, quindi, a tutti gli Ordinari diocesani che, in modo particolare, avvertono la specificità e l’insostituibilità del ministero ordinato nella vita della Chiesa, insieme all’urgenza di un’azione comune in favore del sacerdozio ministeriale, di farsi parte attiva e di promuovere - nelle differenti porzioni del popolo di Dio loro affidate - , veri e propri cenacoli in cui chierici, religiosi e laici, si dedichino, uniti fra loro e in spirito di vera comunione, alla preghiera, sotto forma di adorazione eucaristica continuata, anche in spirito di genuina e reale riparazione e purificazione."



Non ho dubitato che una tal lettera "allo scopo di promuovere l’adorazione eucaristica in riparazione e per la santificazione del Clero", considerato l'ascetico argomento, avrebbe avuto scarsa risonanza sui mass media poichè molto disgustano argomenti tanto pii alle orecchie degli spiriti carnali. Epperò avrei creduto che avrebbe almeno suscitato "sensazione" il sapere che il mittente di tali richieste ai vescovi e richiamo ai fedeli tutti di vivere la propria fede e devozione in prospettiva altamente mistica non veniva dal capo dei levebriani o dal prelato dell'Opus Dei bensì da colui che dagli esperti di cose vaticane durante il conclave del 2007 veniva additato come il "papabile" più anticonformista, il campione di ogni possibile rinnovamento progressista. Quando, poi, appena giunto a Roma, chiamato dal sedici volte Benedetto per supervisionare l'operato dei preti cattolici sparsi nel mondo, si lasciò sfuggire la massima ovvietà, ovvero che il celibato non è una legge divina ma è una legge ecclesiastica, tutti i mass media furono lesti a suonare rumorosamente la gran cassa del sensazionalismo preannunciando aperture ai preti sposati se non addirittura la possibile abolizione del celibato grazie all'opera del rivoluzionario "compagno" cardinale.

Ecco che poi, quando il progressista Hummes firma un documento in cui invita a costruire gruppi di preghiera che costantemente e continuitamente si riuniscano in adorazione davanti al Santissimo Sacramento per offrire a Gesù "Ostia divina" le proprie preghiere in riparazione ed in espiazione dei peccati del clero... ecco che la macchina masmediatica tace! Eppure i peccati dei preti dovrebbero suscitare sempre molto morboso interesse.


La lettera è accompagnata da un vademecum agiografico in cui si enumerano varii profili di benemeriti ecclesiastici, che dichiararono essere la propria vocazione sacerdotale il frutto delle preghiere di pie donne, assieme a densi ritratti di donne venerabili, beate e sante che ebbero la vocazione di offrirsi per i sacerdoti (mentre ormai sempre più spesso la massima aspirazione di una devota parrocchina è quella di offrirsi al sacerdote).

Il vademecum "Adorazione, riparazione, maternità spirituale per i sacerdoti " così eloquentemente principia:

"Indipendentemente dall’età e dallo stato civile, tutte le donne possono diventare madre spirituale per un sacerdote e non soltanto le madri di famiglia. È possibile anche per una ammalata, per una ragazza nubile o per una vedova.
In maniera particolare questo vale per le missionarie e le religiose che offrono tutta la loro vita a Dio per la santificazione dell’umanità. Giovanni Paolo II ringraziò perfino una bambina per il suo aiuto materno: “Esprimo la mia riconoscenza anche alla beata Giacinta di Fatima per i sacrifici e le preghiere fatte per il Santo Padre, che ella aveva visto tanto soffrire” (13 maggio 2000).

Ogni sacerdote è preceduto da una madre, che non di rado è anche una madre di vita spirituale per i suoi figli. Giuseppe Sarto, per esempio, il futuro Papa Pio X, appena consacrato vescovo, andò a trovare la mamma settantenne. Lei baciò con rispetto l’anello del figlio e all’improvviso, facendosi meditativa, indicò la propria povera fede nuziale d’argento: “Sì, Peppo, però tu adesso non lo porteresti, se io prima non avessi portato questo anello nuziale”.
Giustamente S. Pio X confermava dalla sua esperienza: “Ogni vocazione sacerdotale viene dal cuore di Dio, ma passa attraverso il cuore di una madre!”..."

Una "NOTA EXPLICATIVA" fornisce le indicazioni concrete sulla creazione e strutturazione dei pii sodalizi espiatori.

1 commento:

Duca De Gandia ha detto...

Ad un mese dall'uscita della "terribile" lettera dell'eminentissimo Hummes i mass media ne hanno dato piccola nota folkloristica mercè un'intervista dell'eminentissimo brasileiro al giornale vaticano:

(©L'Osservatore Romano - edizione di sabato 5 gennaio 2008)

UNA PREGHIERA MONDIALE PER LA SANTIFICAZIONE DEI SACERDOTI
L'iniziativa illustrata dal cardinale Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero
(intervista di Giampaolo Mattei)

Un'iniziativa su scala mondiale di adorazione eucaristica "perpetua" per la riparazione delle mancanze dei sacerdoti e in modo particolare "per le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero".
Ad annunciare questa iniziativa di preghiera è il cardinale Cláudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero. "Chiediamo a tutti - dice - di fare l'adorazione eucaristica per riparare davanti a Dio quello che di grave è stato fatto e per accogliere di nuovo la dignità delle vittime. Sì, abbiamo voluto pensare alle vittime affinché ci sentano vicini. Ci riferiamo soprattutto a loro, è importante dirlo".
Per il cardinale è una priorità aprire "cenacoli eucaristici" suscitando un grande movimento spirituale di preghiera per tutti i sacerdoti e per la loro santificazione.
(...)

Il cardinale Hummes presenta, nell'intervista a "L'Osservatore Romano", il senso, le motivazioni e le caratteristiche pratiche del movimento mondiale di preghiera per il clero.

Perché l'urgenza di promuovere proprio ora questa iniziativa per la riparazione delle mancanze dei sacerdoti e la loro santificazione?

Problemi ce ne sono sempre stati perché siamo tutti peccatori. Però in questo tempo sono stati segnalati fatti veramente molto gravi. Ovviamente si deve sempre ricordare che solo una minima parte del clero è coinvolta in situazioni gravi. Neppure l'uno per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale. La stragrande maggioranza non ha nulla a che vedere con fatti di questo genere. Ma tutti i sacerdoti hanno comunque bisogno di aiuto spirituale per continuare a vivere la propria vocazione e la propria missione nel mondo di oggi. La Chiesa, poi, ha sempre pregato per la riparazione dei peccati di tutti. È questa, ad esempio, una delle caratteristiche della tradizionale devozione al sacro cuore di Gesù.

Qual è il contenuto dell'iniziativa?

Abbiamo pensato a due cose distinte: l'adorazione eucaristica, perpetua se si riesce, e la maternità spirituale per i sacerdoti. Se anche sono due realtà distinte, molte volte si uniscono proprio nell'adorazione eucaristica.

Avete inviato una lettera ai vescovi: che cosa avete chiesto?

Abbiamo proposto ai vescovi di promuovere nelle diocesi veri e propri "cenacoli" in cui consacrati e laici si dedichino, uniti fra loro e in spirito di vera comunione, alla preghiera sotto forma di adorazione eucaristica continuata. Anche in spirito di genuina e reale riparazione e purificazione. Con l'intercessione della Madre di Dio. È a partire dal ruolo svolto da Maria nella storia della salvezza che si intende, e in modo tutto particolare, affidarle tutti i sacerdoti, suscitando nella Chiesa questo movimento di preghiera che ponga al centro l'adorazione eucaristica continuata nell'arco delle ventiquattro ore, in modo che da ogni angolo della terra sempre si elevi a Dio una preghiera di adorazione, ringraziamento, lode, domanda e riparazione. Una preghiera incessante per suscitare un numero sufficiente di sante vocazioni al sacerdozio e, insieme, per accompagnare spiritualmente, con una sorta di maternità spirituale, quanti sono già stati chiamati al sacerdozio.

Perché proprio l'adorazione eucaristica?

Innanzitutto per il valore dell'eucaristia: è il centro stesso della vita della Chiesa, il punto più alto. Il Santissimo è adorato nei tabernacoli delle chiese di tutto il mondo; la gente riconosce che Gesù è presente realmente e lo può incontrare in modo diretto. Il sacramento dell'eucaristia ha un rapporto totale con il sacerdote che è ordinato prima di tutto per celebrarlo. Il sacerdozio è nato nell'ultima cena, proprio con l'istituzione dell'eucaristia, quando Gesù dice: "Fate questo in memoria di me". Così fare l'adorazione eucaristica in favore dei sacerdoti ricorda la natura stessa del sacerdozio.

Che suggerimenti avete dato?

Abbiamo indirizzato una nota esplicativa a diocesi, parrocchie, rettorie, cappelle, monasteri, conventi, seminari per incrementare la pratica dell'adorazione eucaristica continuata per tutti i sacerdoti e le vocazioni sacerdotali. Sarebbe, ad esempio, opportuno che ogni diocesi chiedesse a un sacerdote di dedicarsi a tempo pieno allo specifico ministero di promozione dell'adorazione eucaristica. Abbiamo proposto anche la creazione di santuari eucaristici e l'individuazione di luoghi specifici da riservare appositamente all'adorazione eucaristica continuata. È importante, poi, che le iniziative per la formazione del clero siano permeate da un clima eucaristico.

Chi deve essere coinvolto in questa iniziativa?

Tutte le forze vive, a partire dai bambini che si preparano alla prima comunione. L'adorazione eucaristica, perpetua e non, è già molto sentita e praticata in tantissime comunità e parrocchie. È vissuta dalla gente: famiglie, giovani, bambini, anziani. Tutti. L'adorazione ha sempre avuto un'attrazione speciale nel popolo di Dio. La gente ne conosce il valore. Si sente anche fisicamente vicina a Gesù Cristo. Così la nostra proposta non riguarda solo le comunità religiose e contemplative, le persone consacrate, i movimenti e le associazioni, ma anche i fedeli delle comunità parrocchiali. Da parte del vescovo, del parroco o del superiore religioso ci vuole certamente uno sforzo organizzativo per far prendere coscienza, per stimolare un approfondimento spirituale che porti alla comprensione della questione del sacerdozio, della missione del sacerdote oggi nel mondo.

Le religiose hanno un ruolo particolare?

Sull'esempio di Maria, le anime femminili consacrate possono adottare spiritualmente sacerdoti e aiutarli, con l'offerta di sé, la preghiera e la penitenza. Questa iniziativa consente di prendere sempre maggiore consapevolezza del legame ontologico tra eucaristia e sacerdozio e della speciale maternità di Maria nei confronti di tutti i sacerdoti.

Che cosa significa essere madre spirituale per i sacerdoti?

La vocazione a essere madre spirituale per i sacerdoti è troppo poco conosciuta, scarsamente compresa e perciò poco vissuta, nonostante la sua vitale e fondamentale importanza. Indipendentemente dall'età e dallo stato civile, tutte le donne possono diventare madri spirituali per un sacerdote. In maniera particolare questo vale per le missionarie e le religiose che offrono tutta la loro vita a Dio per la santificazione dell'umanità. Dunque fare maternità spirituale significa essere persone che pregano per un sacerdote specifico e lo accompagnano così per tutta la vita. In forma anonima, normalmente. E questo, ce lo dice la storia, porta grandi frutti spirituali per i sacerdoti.

Che cosa significa essere sacerdote oggi?

È molto diverso essere sacerdote oggi in America Latina, in Africa o in Europa. Le differenze sono grandi tra il nord e il sud del mondo. In Europa, dove ci sono società più avanzate, c'è una cultura molto fredda in rapporto alla vita religiosa che non è apprezzata. C'è una cultura troppo laicista. In altre regioni invece c'è uno spirito religioso più forte. Ma ovunque c'è sempre molto lavoro da fare, sono necessari molti sacrifici da parte dei sacerdoti.

Come è visto oggi il sacerdote?

Dico sempre che i sacerdoti sono da venerare. Da amare. Da rispettare. Spendono tutta la vita, pur con i loro limiti, per Dio e il prossimo. Sono grandissimi benefattori dell'umanità. Predicano e coltivano il bene, aiutano le persone. Che cosa vuole la società di più? È un servizio che tutti dovrebbero riconoscere e apprezzare. In questo senso credo che la preghiera sia molto importante per sostenerli nella loro missione.

Lei è prefetto della Congregazione per il Clero dal 31 ottobre 2006. Può tracciare un primo bilancio del suo servizio e indicarci qual è il progetto, quali sono le strategie della Congregazione a lei affidata?

Al centro delle mie preoccupazioni e delle mie preghiere ci sono i sacerdoti, i diaconi, i catechisti. Per quanto riguarda i sacerdoti una delle sfide - non lo definisco problema - che abbiamo davanti viene dalla nuova cultura post-moderna che travolge tutto e che è molto critica, addirittura avversa, alla religione: è come se la fede dovesse sparire. Ma noi sappiamo che se perdiamo Dio perdiamo il senso delle cose.

La questione è: come aiutare i sacerdoti a vivere oggi la loro vocazione e la loro missione nella nuova società post-moderna? Come aiutarli a essere entusiasti testimoni di Cristo e a vivere il loro sacerdozio non da uomini tristi e scoraggiati ma gioiosi, coscienti e consapevoli di dare un contributo grande riproponendo Dio al mondo di oggi?

Siamo convinti che il mondo con questa cultura stia perdendo e non guadagnando. Non si stanno facendo progressi. È pur vero che questa cultura ci aiuta ad avere atteggiamenti critici su certi aspetti del fenomeno religioso. Ma siamo fermamente convinti che Gesù Cristo è il fatto più importante della storia. E dobbiamo annunciarlo e portarlo al mondo intero.

Quali sono le altre questioni importanti da affrontare?

La formazione permanente del clero; la spiritualità, l'interiorità, che oggi è decisiva più che mai; la selezione e la preparazione dei candidati al sacerdozio. Serve una selezione rigorosa e una formazione esigente per i futuri sacerdoti: sappiamo che questo è compito specifico della Congregazione per l'Educazione Cattolica. Ci confrontiamo sempre su questi temi anche con i vescovi in visita ad limina e in ogni altra occasione possibile.