mercoledì, giugno 07, 2006

Comunismo e ricreazione

ovvero: Lettera ad una Bertinottessa.

Il Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti come accennò nel proprio discorso d'insediamento : "andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione", il 5 giugno ha principiato la sua visita pastorale ai "luoghi comuni" sacri ad una porzione della società italiana, dal paesello di Barbiana (nel "rosso" Mugello), luogo indissolubilmente legato all'esperienza pastorale di Don Lorenzo Milani: icona e "profeta" della democratica, laica, libera, formativa e meritocratica scuola italiana ovviamente solo quella statale, come detto sempre nel discorso d'investitura:
" Per questo noi vogliamo contare sulla scuola come una parte fondamentale nella costruzione di una nuova convivenza; e vorrei qui ricordare il lavoro prezioso delle insegnanti e degli insegnanti che costituiscono un patrimonio per il futuro del nostro paese. Un patrimonio con cui lavorare per sconfiggere la peggiore delle selezioni di classe, quella che può colpire in giovane età ragazze e ragazzi, spingendoli all'esclusione. E vorrei ricordare da questa tribuna la lezione, in cui vorrei tutti ci riconoscessimo, di una grande coscienza civile e di un riformatore del nostro paese che di questo tanto ci ha insegnato: don Lorenzo Milani."

Ma la scuola di Barbina cos'era se non una "scuola privata"?
Una scuola "popolare", gratuita ma pur sempre "privata" o per meglio dire "non statale"?
Ovviamente un Bertinotti, proprio perchè non c'erano rette d'iscrizione, risponderebbe che la "rivoluzionaria", "libera" ( e cioè "pubblica") scuola di don Milani era quindi vera icona di come deve essere un'autentica Scuola statale.
Dal che si evince che, per un Bertinotti, è alla propria fazione politica che fu demandato (da Dio? dal Proletariato? dalla dialettica della Storia?) l'attuazione nella Scuola pubblica (cioè statale) delle intuizioni, e delle rivoluzioni educative proprie della scuola (privata) di don Milani. E che -come logica conseguenza- la Sinistra, con la contestazione studentesca sessantottina, ha pienamente "inverato" nella Scuola italiana l'utopico progetto educativo della scuola di Barbiana!
Sarà per questo che la Sinistra si oppone ad ogni altra possibile riforma scolastica?
Forse che qualunque ulteriore "riforma" eliminerebbe quella "perfezione" educativa della Scuola italica di cui "il compagno" don Milani sarebbe il nume tutelare?

Lorenzo Milani era un ebreo assai benestante che, crebbe in una ambiente culturale completamente agnostico -mai aveva sentito pronunciare il nome di Cristo- ed ebbe una una raffinata educazione altoborghese. Si convertì al cattolicesimo, si fece prete e da quel giorno: contestò, contestò e contestò ancora; e la mentalità borghese, e un clero diffidente della Modernità; ma fino alla morte continuò tutte le mattine a celebrare la santa Messa e tutte le sere a recitare il santo Rosario.

Denunciò apertamente il "buon costume" di sfruttare il Cristianesimo e Gesù Cristo per benedire il proprio conservatorismo sociale ed economico, di un asservimento della Chiesa e dei suoi riti quale baluardo della mentalità borghese. Un Cattolicesimo, ridotto a ninnolo rassicurante della collezione di "buone cose di pessimo gusto" della nonna.

Morì nel 1967.
Mentre moriva si fece leggere la passione di Cristo secondo tutti e quattro i vangeli per far sentire a sua madre come è che muore un cristiano.
A don Milani non sarebbe piaciuto il '68.

E chiaro che Bertinotti può costruirsi i suoi "miti", il suo personalissimo "oppio dei popoli", ma ad un don Lorenzo Milani la Scuola italiana, così tanto sbandierata come "pubblica" non piacerebbe per niente.
Anche oggi contesterebbe, contesterebbe e contesterebbe una scuola il cui unico indubbio merito è quello di incoraggiare le dinamiche di socializzazione degli studenti che stazionano sui motorini fuori dal cancello dell'istituto scolastico.

Don Milani alla Professoressa denunciava una Scuola che dagli studenti voleva solo che sapessero i nomi degli dei e degli eroi omerici. Ma forse che oggi il "ragionare" per slogan, per frasi fatte e per luoghi comuni sia intellettualmente più stimolante del nozionismo del tempo che fu?

In una conferenza ai direttori didattici tenuta nel '62 su invito di Fioretta Mazzei (cioè la più stretta collaboratrice di Giorgio La Pira) don Lorenzo Milani parlando del suo progetto educativo, disse che: il suo metodo è estratto direttamente dalla cultura contadina, “austera e non permissiva ”.

Don Milani a quarant'anni dalla morte -ammettiamolo- ci sembra che parli con il linguaggio di un personaggio da ancien regime.
Che centra don Milani con la sua idea di una educazione che appassioni lo studente alla realtà , e la realtà nella sua totalità; avendo a cuore ogni fattore del reale ed attenzione alle loro intime connessioni; con il feriale andazzo dei nostri contemporanei plessi scolastici?
E della scuola statale, innanzitutto. Che, ovviamente, è la sola e unica vera istituzione su cui, come la nutella sul pane sciapo, è stato spalmato lo -santissimo- spirito educativo di don Lorenzo Milani.

Se il presidente Bertinotti vuol credere a queste pie leggende della Sinistra, libero di farlo, ma -mi raccomando!- lo faccia "privatamente".
Non "confessionalizzi" la sua carica istituzionale in obbedienza a dei dogmi di partito: "l'obbedienza non è più una virtù"!

5 commenti:

Frate Guglielmo ha detto...

Esimio,
i sempre più frequenti richiami, da parte sua, agli interventi dell'onorevole Bertinotti, potrebbero far ritenere che questo blog stia diventando pericolosamente sinistro! :-D
E' pur vero che Ella ne contesta il contenuto, ma è altresì vero che per fare ciò ne prende in considerazione la sostanza, la analizza in quanto meritevole di esegesi e di confutazione, attribuendo dignità dialettica a un personaggio:
a) ATEO
b) COMUNISTA
c) DIVORZIATO E RISPOSATO IN CHIESA, e dunque ipocrita.
Sua Santità Benedetto XVI non ne sarà contento... Anche se le intenzioni sono buone, questa è la strada che conduce all'inferno. La supplico, si ravveda! :-D
Ossequi

Duca De Gandia ha detto...

Venerabile,
avete Voi ragione: non dovrei angustiarmi per le dichiarazioni di persone sussiegose, le cui bislaccheche parabole, pur senza il mio inquisitorio intervento, risplenderebbero al lume razionale qual fole puerili, come in effetti sono.
Angustie per angustie, sarebbe pur meglio inquisire alcuni Vostri indigeribili post su tematiche cristologiche ma, forse, così facendo Vi attribuirei indebitamente dignità dialettica!:)
Ne converrete. :-D

L'umillimo Francisco de Borja

Frate Guglielmo ha detto...

Esimio,
tale infelice motto non Vi fa onore, considerando che interloquite non con un vile marrano di scarso intelletto, ma con donzella cortese, che mai si è occupata di tematiche cristologiche, per giunta.
Ossequi dimezzati

Duca De Gandia ha detto...

Venerabile,
immaginavo di suscitare una vostra ironica replica ma non pensavo che Voi sapeste essere così esilarante!:-D

Luciano ha detto...

Vorrei sapere dove il Venerabile ha trovato la notizia che Bertinotti e' divorziato e risposato in chiesa. A me non risulta
(vedi anche: http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1648)

Inoltre, non mi risulta una persona atea, quanto piuttosto "in ricerca". Inoltre, non è comunista ma "post" comunista, infatti esistono i Comunisti italiani con Cossutta a rappresentare l'ortodossia totalitaria.

Vorrei infine ricordare, anche a onor del vero, che i vari Berlusconi
Casini et al. sono divorziati e risposati o conviventi.