martedì, dicembre 12, 2006

CASTRUM DOLORIS, II

Sive: dogmate papali datur ac simul imperiali

Le quattro Basiliche patriarcali di Roma si chiameranno d’ora innanzi Basiliche “papali”. Lo ha annunciato -lunedì 11 dicembre anno Domini 2006_ il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della (non più "Patriarcale") Basilica di San Paolo fuori le Mura.


In occasione di una conferenza stampa tenutasi per annunciare la fine delle indagini archeologiche sotto l'altare papale ed il ritrovamento del Sarcofago di San Paolo Apostolo, il porporato ha dichiarato che Benedetto XVI ha riveduto gli statuti delle Basiliche maggiori che d'ora in poi non avranno il vetusto onorifico titolo di "patriarcale".

Le motivazioni addotte dal signor cardinale arciprete sono che: “molti interpretavano che il titolo di Patriarcale volesse alludere al fatto che il Papa esercitasse, mediante queste, un suo titolo di Patriarca d’Occidente, in contrasto al Patriarca d’Oriente, cosa che non è per niente vera”.

Benedetto XVI ha invece deciso di rinunciare, in parte per ragioni ecumeniche, al titolo di “Patriarca d’Occidente”, che infatti ha fatto espellere dall’Annuario Pontificio della Santa Sede.

“Le quattro Basiliche erano state date nei tempi passati, dai Papi, come base in Roma per i Patriarchi orientali cattolici, non come titolo ufficiale”.
“Quindi, il Papa ha deciso che d’ora in poi le quattro Basiliche maggiori si chiamino ‘Basiliche papali’”, ha poi concluso.

Amen dico vobis.
Volontà del Papa volontà di Dio: ripetevano i santi!

Il Romano Pontefice è liberissimo di modificare, ammodernare e riformulare gli statuti delle sue basiliche, sue poichè per i Patti Lateranensi fanno parte integrante dello Stato della Città del Vaticano. Sue proprie perchè dotate di altare maggiore sul quale fino a pochi decenni or sono solo il Pontefice gloriosamente regnante poteva "funzionare", oppure vi poteva celebrare un eminentissimo porporato su delega del pontefice e solitamente alla presenza della sua augusta persona.

Confesso di non aver molta voglia di spiegare le mie perplessità, non sulla decisione papale di eliminare l'appellativo di patriarca dai suoi titoli e di patriarcale alle sue basiliche ma sulle motivazioni addotte (nell'uno e nell'altro caso).

Sarebbe bastato dire: "così è perchè così il papa vuole" invece di ricercare motivazioni storiche ben poco fondate.
Vengo infatti a scoprire che fino adesso noi blebaglia eravamo convinti che "mediante queste" basiliche patriarcali il papa esercitasse le sue prerogative di Patriarca della Chiesa di rito latino! Sicchè l'eminentissimo Cordero Lanza è venuto a fugare la generale e sembra quasi superstiziosa convinzione che fossero le basiliche ad avere la virtù di dare al Vescovo di Roma il potere giurisdizionale su tutte le diocesi di rito latino! Grazie Eminenza di aver dissipato quest'errore (che Ella ha creduto di scorgere nelle nostre fragili menti) ma non ci ha spiegato il perchè il papa pur rigettando il titolo di patriarca ne eserciti le funzioni.

Ulteriore nota di biasimo all'eminentissimo: le basiliche "Maggiori" o (fino ad ora) "patriarcali" non sono quattro ma sono cinque: 1)San Giovanni in Laternao (l'Arcibasilica); 2) san Pietro in Vaticano; 3) san Paolo; 4)Santa Maria Maggiore; 5) san Lorenzo al Verano!

Di "San Lorenzo fuori le mura" tutti si dimenticano, perchè non vi è una porta santa e perchè non è territorio extraterritoriale e a quanto pare se ne è dimenticato anche il cardinale Montezemolo.

Antica è, infatti, l'usanza di significare nelle cinque (cinque e non quattro!) chiese maggiori dell'Urbe le cinque maggiori Chiese dell'Orbe ovvero i patriarcati maggiori di cui Roma è il primo dei patriarcati (e il papa è il primo fra i patriarchi). Non si capisce perciò quale sia il vantaggio ecumenico specialmente con le Chiese ortodosse nell'abolire il titolo (ma non le funzioni!) di patriarca d'Occidente.

Nell'ordine onorifico dopo Roma viene Costantinopoli, poi Alessandria d'Egitto,Antiochia e Gerusalemme. Non risulta che i patriarchi dell'Oriente (i patriarchi e non "il" patriarca d'oriente come dice il cardinale Cordero!) durante il primo millennio fossero soliti soggiornare presso il loro collega d'Occidente. Anche il papa di Roma non amava recarsi in Oriente: i papi non hanno mai partecipato personalmente a nessun concilio ecumenico e le poche volte che si recarono a Costantinopoli vi furono condotti contro la propria volontà (e di solito in catene).

Il far coincidere l'ordine delle basiliche maggiori all'ordine dei patriarchi maggiori, fu perciò un vezzo antico e venerando, ma pur sempre un vezzo privo di un qualsiasi riscontro storico! Pensare che la basilica di San Pietro sia stata per oltre mille e cinquecento anni chiamata dagli stessi Pontefici Romani col titolo "patriarcale" perchè i papi erano convinti che fosse la residenza romana dell'arcivescovo di Costantinopoli parmi teoria insostenibile. E'sempre stata detta patriarcale perchè pur non essendo residenza papale (i papi alloggiava stabilmente al Laternao) era residenza saltuaria dei papi, San Pietro assieme alle altre tre basiliche poichè i papi, e la corte pontificia, vi si recavano in sontuoso corteo per alcune solennissime ricorrenze liturgiche.

Mettiamola così: Benedetto XVI -cooperator veritatis!- ha voluto mettere fine ad una pia bugia ecumenica dicendo, per bocca del cardinale Cordero Lanza di Montezemolo, che i patriarchi bizantini non hanno mai avuto una residenza ufficiale a san Pietro, san Paolo, santa Maria Maggiore e san Lorenzo.
Amen.

Post Scriptum: del fatto poi che, pur avendo tolto l'altare di san Timoteo dal'emiciclo della "Confessione" ricavata davanti all'altare maggiore della basilica ostiense, non si riesca a vedere il sarcofago con i resti di san Paolo, io direi che ciò non può sorprendere chi è a conoscenza del fatto che Gregorio XVI e Pio IX -in illo tempore- hanno dato il loro assenzo a qualcosa che è fonte di orrore per ogni lefevriano.

2 commenti:

Pandreait ha detto...

Ahh la meraviglia delle antiche basiliche, con i loro altari e le loro mense eucaristiche.....devo denuziare la mia poca conoscenza specifica della materia,( di altari e mense eucaristiche) tuttavia recentemente a Genova(sono andato a trovare mio fratello) rimarcavo, nella mia vecchia parrocchia, la mirabile eleganza dell'altare di fattura barocca, (sicuramente post tridentino perchè la chiesa è quella di un'antica abbazzia romanica), allora dicevamo, il monsignore attuale, come quello precedente, non si è mai sognato di modificare l'altare nè di mettere "in opera" il classico "tavolo di servizio" correttamente chiamato "mensa eucaristica".......pertanto l'officiante nel dire messa volge beatamente le spalle all'assemblea, ( magnifica la pianeta di seta damascata) ed è in tale posizione IL PRIMO DI NOI PRESENTI.......uniti rivolti verso il tabernacolo,
viceversa nelle chiese post-ultimo-conciliari la mensa eucaristica ( tavolo di servizio) pone il sacerdote "dalla parte del Signore" a "fronteggiare" l'assemblea.
La sensazione aumenta in maniera profonda quando, come in quasi tutte le chiese moderne, come al Volto Santo di Torino, non c'è neanche l'altare ma solo il "tavolo di servizio" e un tabernacolo sparso, solitamente in una parete vuota....ma tantè....
Vostra Grazia mi perdoni,ma due post architettonici consecutivi, hanno lievemente turbato il mio spirito......

Duca De Gandia ha detto...

Dalla sacra conversazione della Signoria Vostra Illustrissima parmi che a Genova il quarantennale "regno" del cardinal Siri abbia lasciato il segno.
Sempre pronto a reggere il lembo della pianeta della S.V. volgente le spalle al popolo:)