lunedì, gennaio 23, 2006

dei Sepolcri, IV

Ovvero: i settecento anni di estenuante peregrinazione delle spoglie di Jacopo da Varagine.

"La venerata salma del beato Giacomo da Varazze, dopo il suo felice transito, nel 1299 venne tumulata, come lui stesso aveva disposto, nella chiesa di San Domenico in Genova, “dentro un’arca di marmo posta in choro, a sinistra dell’altare maggiore” (Piò).
Da questo sepolcro le venerate spoglie, in gran parte ridotte in cenere, vennero esumate, raccolte in cassa di legno e lastre di ardesia e quindi provvisoriamente custodite per un paio d’anni nella sacrestia di detta chiesa.
Nel 1616, con solenne cerimonia, vennero collocate sotto la mensa dell’altar maggiore.
Nel 1713, essendosi costruito un più ricco altar maggiore, le sacre spoglie del B. Giacomo vennero estratte da quello demolito e, dopo accurati esami e ricognizione da parte del delegato del Card. Arcivescovo Lorenzo Fieschi, vennero nuovamente ricollocate sotto la mensa di detto altare dentro cassa di piombo.
Nel 1798, in occasione della vandalica spoliazione e demolizione della chiesa e del Convento di San Domenico, i Padri Domenicani piamente trasportarono, quale sacro tesoro, le reliquie del B. Giacomo nell’altra chiesa genovese del loro Ordine che è S. Maria di Castello, collocandole nell’altare di San Paolo.
Finalmente nel 1885, nel tentativo di incrementare la devozione dei fedeli, i sacri resti furono, in parte, collocati sotto la mensa dell’altare di Santa Rosa, accanto ad un simulacro giacente del Beato e, in parte, divisi in varie borse di velluto rosso, furono rinchiusi in urna di cristallo. Questa venne trasferita a Varazze nel 1948, ma poi nuovamente restituita ad istanza della Curia Arcivescovile di Genova.
In data 2 ottobre 1974, (…) l’Arcivescovo di Genova ha ottenuto il rescritto (…) per la traslazione delle Sante reliquie del beato Giacomo da Santa Maria di Castello a Varazze. Pertanto (…) il giorno 6 dicembre 1974 alle ore 15 (…) rotti i sigilli e aperta la cassa, procedetti ad estrarre da essa i pacchi dei santi resti e tosto li passai nella nuova cassa in legno, foderata di metallo inossidabile e fasciata all’esterno di lamiere d’argento con scritte, ornati e fregi artistici. Vi ho pure rinchiuso il presente verbale firmato dalle persone in esso citate e autenticato dal sigillo Arcivescovile.
(Seguono le firme)
Genova, dalla Curia Arcivescovile, il 6 dicembre 1974".

(Tratto da B.T.Delfino, Varazze, 1983, cit. in G. Airaldi, Jacopo da Varagine tra santi e mercanti, Camunia, pp. 147 e ss.)

1 commento:

fabefabefa ha detto...

Esimio,
mi prostro dinanzi a tanta benevolenza. Sempre sua umillima lettrice.