lunedì, aprile 03, 2006

Tommaso e la dottrina della grazia



Il piccolo Tommaso Onofri, bimbo biondo e riccioluto di un anno e mezzo, malato di epilessia , fu rapito dalla casa dei genitori a Casalbaroncolo (in provincia di Parma) la sera del 2 marzo.
Il padre Paolo Onofri da quel momento indossò un piccolo tau in legno , ciè una piccola croce francescana ignaro che ben presto gli inquirenti, i giornalisti e l'Italia intera gli avrebbero fatto portare una croce molto più pesante.

Gli inquirenti cominciarono a chiedere agli affranti genitori di fornire delle giustificazioni razionali di alcuni comportamenti illogici dei rapitori. Dato che i coniugi Onofri non erano in grado di giustificare il motivo per cui i rapitori avevano loro legato le mani davanti e non dietro come invece dovrebbe fare un "vero" rapitore "come Cristo comanda", e non riuscendo il signor Onofri a scusarsi abbastanza per essersi riuscito a slegare rapidamente, i magistrati decisero di scavare nelle loro misere vite di piccolo-borghesi padani.

I gionalisti e le "inviate" di "Ciao Michele" non riuscivano a contenere lo sconcerto, il terrore e il raccapriccio raccontando della "cantina dei misteri". I giornalisti -e le giornaliste soprattutto- sospiravano affannosamente e sudavano freddo cercando di immaginare per quale inconfessabile motivo la cantina di Paolo Onofri non fosse sporca, piena di topi e ragnatele. Per quale diabolico motivo era linda, piastrellata, con tanto di comodo divano ed angolo cottura?
La domanda maliziosamente reiterata creò così nei telespettatori italiani un sottile senso di colpa per aver ristrutturato il seminterrato della propria villetta monofamiliare.
Per quale perverso motivo Paolo Onofri teneva un fornelletto a gas: per farsi un caffè in santa pace?

I genitori del picolo Tommy, incoraggiati anche dalle confidenze degli inquirenti che prospettavano una soluzione a giorni, cominciarono a pregare il Servo di Dio Giovanni Paolo II per ottenere il ritrovamento del bambino, accorgendosi che il 2 aprile, suo "dies natalis" al cielo, coincideva con il primo mese (col senno di poi diremmo "trigesimo") della scomparsa del figlioletto.
Il Santo ha fatto la grazia!

La straziante attesa dei coniugi Onofri ha avuto fine.
E bisogna ammettere che l'anima di Giovanni Paolo II ha avuto pietà anche dell'Italia intera, o almeno di quell'Italia che non ce la faceva più a vedere quegli sciacalli che, famelici, circondavano la casa della famiglia Onofri. Grazie ai loro microfoni puntati, hanno fatto sentire in presa diretta agli italiani, seduti davanti comodamente a guardarsi il telegionale, le urla disperate del signor Onofri mentre anch'egli sentiva sempre sul medesimo Tg5 la notizia "che non avremmo mai voluto dare" (che, cioè, non avremmo mai voluto dare dopo qualche altro Tg di un'altra rete):che il piccolo Tommaso era morto.
Ucciso il giorno stesso del rapimento perchè piangeva.

Il rapitore Alessi Mario era un pregiudicato originario della provincia di Agrigento: il solito balordo extracomunitario.

1 commento:

mimosadeldrago ha detto...

esimio
possiamo parlare di cannibalismo mediatico?
per un certo qual verso simile alla attenzione sia pur affettuosa verso il declino del Santo Padre da Lei così puntualmente descritto nelle sue tappe fondamentali
ma mi chiedo, fin quanto è lecito non consentire un dolore privato?
con la consueta stima
mimosa del drago