venerdì, marzo 17, 2006

Sacra Conversazione /4

Ovvero: "It's not time to make a change"



"...l’opuscolo intitolato “L’esortazione della via giusta e della salvezza vera”, recapitato nelle caselle postali degli abitanti di Budrio di Correggio in Emilia e inviato a diversi parroci vicentini, rappresenta primo caso esplicito di dawa (invito all’islam): proselitismo religioso rivolto direttamente agli occidentali.
Ventidue pagine scritte in italiano, pubblicate da una casa editrice turca, Hakikat, e spedite da un centro islamico tedesco della città di Schontal per spiegare ai cristiani le ragioni profonde della loro confusione.
Prima regola: sapere che Gesù non è figlio di Dio che la Trinità è una blasfemia. “I cristiani dicono che Gesù è il Messia, figlio di Allah: potrebbe esserci un ignoranza (senza apostrofo) più grande di questa?”, si legge nella prima pagina.
“I cristiani dichiarano che Allah abbia un figlio, ma che falsità è questa?”, ribadiscono. “Avete detto qualcosa di mostruoso”, intimano. “Manca poco che si spacchino i cieli, si apra la terrae cadano a pezzi le montagne, perché (i cristiani, ndr) attribuiscono un figlio al Compassionevole”.

Seconda regola: sapere (rubiamo una battuta a Daniele Luttazzi) che se la risposta è Cristo, allora la domanda è sbagliata. Infatti gli autori dell’opuscolo lanciano un monito inconfutabile: “Voi sapete che l’islam è la vera religione, Muhammad l’ultimo profeta che Allah il Sublime ci ha inviato, ma voi persistete ostinati nella rinnegazione (…) le lettere di Paolo, abili come il diavolo, insegnano diffamazione,
pettegolezzi, tradimento, spionaggio (…)”.

I toni e i contenuti del catechismo islamico mandato via posta a residenti e parroci hanno il sapore di una sfida, di un’aggressiva campagna elettorale, se la parola guerra di civiltà suona esagerata. Dopo le prime otto pagine commentate contro la Trinità si passa a uno dei temi più cari dei fondamentalisti: il castigo, attraverso citazioni estrapolate dal Corano. Come questa, presa dalla sura Ad-Dukhan (Il fumo, versetti 47-50): “Afferratelo e portatelo nel fondo della Fornace, e gli si versi in capo il castigo dell’acqua bollente… sei forse tu l’eccelso, il nobile? Ecco quello di cui dubitavate”.

Le ultime due pagine sono dedicate a Yusuf Islam , alias Cat Stevens, al quale gli Stati Uniti hanno negato il visto di entrata.
Domanda (retorica): “Perché Bush non voleva permettergli l’entrata?” Risposta: “Yusuf non aveva un cannone, un fucile, o un aereo (sic!), perché l’America lo temeva?
Perché ha una fede che niente supera.
Loro sanno bene che la loro fede è falsa e il loro libro inventato”.

“Non c’è altro Dio all’infuori di Lui”

L’opuscolo ha ovviamente suscitato reazioni all’interno della diocesi di Reggio Emilia, dopo la pubblicazione di alcuni stralci da parte del Giornale di Reggio.
Don Emilio Landini, responsabile delle comunicazioni sociali della diocesi, ha dichiarato: “Tutto questo potrebbe far sorridere ma si ride molto meno se si pensa all’ignoranza religiosa sulla Bibbia. Sono strumenti fatti per un proselitismo d’assalto che non aiutano certo il dialogo”.
Il consigliere comunale di Novellara, Youssef Salmi, che appartiene alla corrente dei musulmani moderati, dice invece che è “propaganda politica contro l’islam perché tende a esasperare i temi che ci dividono dai cristiani”.

A Vicenza, don Massimo Sbicego, uno dei parroci ai quali è stato inviato il testo, ha commentato: “Si tratta di una provocazione che mi lascia sconcertato”.
E’ presto per sapere se il libello, tradotto in nove lingue e pubblicato sul sito web della casa editrice turca Hakikat debba essere considerato una controffensiva dei fondamentalisti contro le vignette, ma Mario Scialoja, membro della consulta islamica governativa ha osservato: “Si tratta di un testo offensivo ed è verosimile che la casa editrice turca abbia visto nella città di Reggio Emilia un terreno fertile dopo la manifestazione contro le vignette”.
Purtroppo la frase finale dell’esortazione contenuta nell’opuscolo non concede il beneficio del dubbio. “Non c’è città che noi prima del giorno della risurrezione non distruggeremo, o che non puniremo con una grave condanna. O cristiani, noi vi intimiamo a credere che c’è soltanto un solo sublime Allah, che non c’è Dio all’infuori di Lui, che lui non genera e non è stato generato, e che tutti i profeti, Mohammed (la pace sia con lui) e Gesù (la pace sia con lui) sono i suoi inviati”.


(da un articolo di Cristina Giudici sul Foglio di venerdì 17 marzo 2006)

3 commenti:

fabefabefa ha detto...

Sarebbe il caso di dire: ha-ki-kat gliene può fregare, di ricevere propaganda islamica? :-D

Duca De Gandia ha detto...

Il catechismo islamico inviato ai parroci emiliani, mi pare un pò ricalcare la politica di Forza Italia e di Sandro Bondi che ha spedito l’opuscolo "I frutti e l’albero. Cinque anni di governo Berlusconi alla luce della dottrina sociale della Chiesa" ai 25 mila parroci italiani: "È, questo, il nostro modo di impegnarci per testimoniare la nostra fede. La prego di voler accogliere questo piccolo pensiero, la nostra semplice brochure, come un modo per condividere l’impegno difficile per l’affermazione della Verità Cristiana nella nostra società e nel tempo che ci è dato di vivere. Con questi sentimenti e pensieri voglia ricevere i miei più affettuosi saluti. Con viva cordialità. Suo devotissimo. Sandro Bondi".
Si è dato molto risalto alle piccate risposte di alcuni parroci, che certamente sono solo la punta di un'iceberg di italico sconcerto pretesco di fronte ai devoti salamelecchi di Bondi. Ma il clero cattolico ha avuto buon gioco a replicare schiettamente e a sbeffeggiare l'untuoso linguaggio simil ecclesiastico usato dal simil sacrestano di Berlusconi.
Ben altro sconcerto prova un prete, ed un occidentale in generale, trovandosi di fronte ad un proclama politico, uno spot pubblicitario ed anche ad un catechismo,che non sia suadente e solleticantema ma che minacci vendetta divina!
Da noi chi ti voglia vendere qualcosa deve cercare d'essere compiacente il più possibile, bisogna invogliare l'utente convincerlo che senza il tuo prodotto non può vivere e far sì che sia contento di aver scelto (spontaneamente) quel marchio.
Questo modo di pensare fa in fondo parte anche delle convinzioni religiose degli occidentali: innanzitutto il catechismo per i bambini, prima, e la catechesi degli adulti, poi, deve essere se non divertente (nel caso dei bambini spesso si ) almeno piacevole, e soprattutto politically correct: io credo in Gesù, gli voglio tanto bene, lo prego tanto etc...etc... ma guai a dire che è l'unico Salvatore o altre consimili dogmatismi che possono essere interpretate come un insulto verso i non cattolici,non cristiani, o non credenti.
Del catechismo islamico sconceta (ed impaurisce)il linguaggio.
A me provoca quasi tenerezza il pensiero che questi islamici pensino che la nuda e cruda -e crudele- parola del Corano abbia il sacro potere di convincere delle divine verità senza bisogno di artifizzi pubblicitari, senza bisogno di campagne marketing che cerchino di scoprire e solleticare i gusti degli occidentali. stupisce che non abbiano coscenza che l'islam non si è diffuso per un passa parola della serie:"provalo, io mi sono trovato tanto bene" ma con la spada e la conquista.
Soprattutto nel caso dei preti stupisce che invece di inviare loro delle opere teologiche ( che spieghino accademicamente la teologia coranica) se la cavino con un un catechismo per bambini. Che tenerezza questi islamici che pensano che noi occidentali siamo degli eterni ed infantili zuzzurelloni che viviamo in uno stato di minorità intellettuale a cui basti spiegare che Dio non può essere Padre perchè non ha una moglie con cui avere rapporti sessuali per far crollare qualunque fede nella Trinità!

Frate Guglielmo ha detto...

Non lo dica a me, Esimio, che ho dovuto scrivere una "Storia ecclesiastica degli Angli" per convincere i medesimi a entrare nella storia della salvezza, convertendosi al cristianesimo! :-D